lunedì, ottobre 30, 2006
A MALAPENA SI VEDE
di Vincenzo MorelliSe avete mezz'ora di tempo e vi trovate a fare due passi verso Torre Argentina, o alle Botteghe Oscure, deviate per Piazza Mattei, quella con la fontana delle Tartarughe peraltro nuovamente restaurata ed inserita in un contesto di piazza limitata alle automobili, continuate per via dei Funari fino alla Chiesa di Santa Caterina dei Funari.
Gurdando la facciata della chiesa, sulla destra si vede un fatiscente palazzetto all'angolo con via De' Delfini, ritengo senza possibilità di essere smentito, il più trascurato delle Capitale. Porte mezze sfondate, manca l'intonaco sulle pareti, persiane tutte rotte, crepe ovunque, e a coronamento dell'ignobile spettacolo, una oscena copertura in plasticaccia grigia sul tetto anch'essa malridotta, messa forse per limitare pietosamente infiltrazioni d'acqua.
Sicuramente è disabitato ed il sospetto è che appartenga al Comune di Roma.
Ma questo e nulla e potrebbe passare come tante altre trascuratezze della nostra città. Il bello è che sul muro all'angolo della chiesa si intravede un monumento in alto poggiato alla parete, un mezzo busto con lapide che fra i rifiuti depositati per terra, l'incrostatura del tempo, gli oltraggi dei piccioni, il nero degli scarichi depositati da chissà quanti decenni, non si capisce a chi appartenga.
Solo dopo un'attenta disamina di quei poveri resti si capisce che "era" dedicato al nostro Giggi Zanazzo, bel poeta romanesco attento osservatore delle tradizioni romane. Chissà, forse nell'iscrizione c'è scritto anche che quella era la sua casa. Vallo a capire, non si legge nulla!
Povero Giggi, se potesse vedere come lo hanno ridotto !
Proprio lui che notava tutto e scriveva "Era una bbella precissione, perché cciaveva uno de li più bbelli stennardi de Roma. ..."
